Cutina

La cutina è un eteropolimero idrofobo costituito da una miscela di acidi grassi idrossilati.
È presente, insieme a cere, nella parete (in particolare la tangenziale esterna) – secondaria delle cellule epidermiche delle piante allo scopo di rendere l'epidermide impermeabile all'acqua, e quindi evitare il disseccamento dei tessuti interni.

La cutina spesso viene escreta all’esterno della parete a formare uno strato più o meno consistente di cutina allo stato puro (non mescolata, cioè, agli altri componenti della parete) denominato “cuticola” e , in certe piante, può essere ricoperta da un ulteriore strato impermeabilizzante costituito da cere. [1]

Evolutivamente, la cutina compare nelle Cormofite (a partire dalle atracheofite) per far fronte alle esigenze di una vita svincolata dall'ambiente acquatico, ed è accompagnata dalla comparsa degli stomi, aperture regolabile che diventano necessarie per garantire un adeguato scambio di sostanze gassose (ossigeno e anidride carbonica), ridotto notevolmente dalla cutinizzazione dell'epidermide.

Una molecola con funzione analoga, ma più complessa, è la suberina, che troviamo nel tessuto tegumentale secondario chiamato sughero. Anche nel sughero sono presenti delle aperture, le lenticelle (non regolabili però) atte a facilitare gli scambi gassosi.

Vedi anche

Collegamenti esterni

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