Dictyostelium discoideum

Dyctiostelium discoideum è la specie di "muffa mucillaginosa cellulare" o "ameba collettiva" meglio conosciuta.

Stadio ameboide

Quando il nutrimento non manca, le amebe unicellulari, che vivono nel terreno, si moltiplicano indefinitamente per scissione.

Stadio di pseudoplasmodio

Quando invece inizia ad esservi scarsità di cibo, le amebe, che prima si respingevano, tendono ad aggregarsi, attratte da una sostanza secreta da loro stessi (una sorta di feromone), che in alcune specie è il cAMP.
Alla fine si forma una massa coesiva di 1-2mm (in cui le cellule sono tenute insieme ma mantengono la loro individualità), detta "lumaca" (o pseudoplasmodio) che si muove strisciando in direzione della luce.

Stadio di sorocarpo

L'aggregato strisciante ad un certo punto si modifica in una struttura costituita da un disco basale, da un esile peduncolo (stelo) e da una terminazione sferoidale. Questa struttura è definita complessivamente sorocarpo.
Di tutto il sorocarpo, solo le cellule apicali saranno destinate a sopravvivere, formando mitospore che si disperderanno e si schiuderanno dando origine a nuove amebe solitarie.

Strutture simili in altri organismi

Strutture simili vengono prodotte, in condizioni di mancanza di cibo, da altri organismi quali mixobatteri, vari funghi e particolari ciliati.

Discussione

Qual è il vantaggio adattativo/evolutivo del sorocarpo? Probabilmente consiste in una maggiore dispersione.
Teniamo conto che il sorocarpo porta comunque alla morte delle cellule formanti lo stelo e il disco basale (in alcune specie sono solo il 25%, ma in altre arrivano al 90%), le quali "si sacrificano" a vantaggio delle cellule apicali che si diffonderanno sotto forma di spore.
Siccome in genere le cellule fanno parte dello stesso clone, non c'è alcuna differenza geneticamente parlando che sopravvivano solo le cellule formanti spore e che muoiano le altre. In questa circostanza si ha una selezione di gruppo.
Ma non sempre lo pseudoplasmodio (e quindi il sorocarpo) è un clone. In questo caso una possibile spiegazione è che gli individui che diventano cellule dello stelo (destinate al sacrificio) siano scelte a caso, quindi senza selezione genetica1.

Vedi anche

Organismi

Concetti

Bibliography
1. LeScienze, giugno 2009
2. V. Pearse, J. Pearse, M. Buchsbaum, R. Buchsbaum, Invertebrati viventi, Zanichelli, Bologna, 1993
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